L’intervento psicologico sullo stress lavoro correlato: il caso di una cooperativa sociale di tipo B della Provincia di Roma

Questo breve resoconto descrive un intervento psicologico condotto in una cooperativa sociale di tipo B (operante nel settore dell’assistenza ai disabili) della Provincia di Roma, insieme al dott. Gianluca Lisco.

La richiesta dell’intervento nasceva dall’incontro tra due esigenze abbastanza pressanti per la direzione di questa cooperativa. Da una parte una situazione di conflittualità latente all’interno della cooperativa, che in alcuni casi si manifestava esplicitamente generando disfunzioni nella gestione della quotidiana attività di assistenza erogata all’utenza; dall’altra parte la richiesta dell’intervento trovava una forte motivazione anche nell’adempimento alla normativa corrente in tema di sicurezza sul lavoro (Testo Unico D. Lgs 81/08) in termini di formazione obbligatoria ai lavoratori sui rischi per la sicurezza e la loro gestione. Trattandosi di una cooperativa sociale che ha per attività prevalente l’assistenza ad utenti disabili e quindi con una centralità della dimensione relazionale tra i principali fattori di rischio, la Direzione ha pensato di realizzare un corso di formazione sulla prevenzione dello stress lavoro correlato e più nello specifico del burnout nelle professioni di aiuto per gli operatori della cooperativa.

Il corso di formazione è stato realizzato secondo una metodologica esperienziale e partecipativa che ha messo al centro la dimensione del lavoro in gruppo e la rielaborazione condivisa delle dinamiche emozionali agite all’interno dell’attività lavorativa degli operatori.

Il corso si è articolato in tre incontri di mezza giornata ciascuno.

Nel primo incontro si è lavorato in gruppo sull’individuazione delle dimensioni caratterizzanti il clima organizzativo della cooperativa sociale ed è emerso che la rabbia costituiva l’emozione caratterizzante l’ambiente di lavoro degli operatori (sia nei rapporti interni che esterni alla cooperativa: tra gli operatori, tra operatori e direzione/amministrazione della cooperativa e tra operatori ed utenti e loro familiari).

Nel corso del primo incontro questa emozione si è manifestata in tutta la sua contagiosità e capacità di accendere gli animi, evidenziando la difficoltà degli operatori anche solo rispetto all’elaborazione di una definizione condivisa della stessa ed al tentativo di individuare delle strategie per provare ad avere a che fare con essa: a trattarla in qualche modo per sviluppare poi delle modalità di rielaborazione ed indirizzamento produttivo della stessa.

Attraverso la messa a fuoco e ricomposizione dei diversi punti di vista espressi dagli operatori rispetto a questa emozione si è proceduto ad un lavoro di problem setting e problem solving che ha consentito di rendere pensabile la possibilità di convivere con la rabbia prima di trattarla ed intervenire su di essa – piuttosto che negarla, salvo poi farla emergere in forma di emergenza agita – e di provare a dedicare del tempo ad individuare insieme delle strategie comuni per intervenire sulle cause e modalità di manifestazione sia esplicite che latenti.

Nel corso del secondo incontro è stata elaborata in gruppo una analisi swot[1] rispetto alla rabbia, come emozione caratterizzante il clima della cooperativa, allo scopo di mettere a fuoco i punti di forza e di debolezze interni alla cooperativa e le minacce e opportunità provenienti dal contesto esterno ambientale e socio-culturale più ampio.

I risultati di questa analisi sono riportati nella seguente tabella:

swot analisi.JPG

Tab. 1 Analisi SWOT sull’emozione “rabbia” all’interno delle dinamiche della cooperativa

Nel corso del terzo incontro si è lavorato sulle dinamiche della comunicazione ed i vissuti emozionali individuali, duali e gruppali in relazione alle dimensioni organizzative, allo scopo di mettere a fuoco come essi siano il risultato non tanto di una dinamica relazionale a due, ma l’effetto di un agito del “clima organizzativo” più generale, sulle dinamiche duali o di gruppo generate dalle dimensioni dell’organizzazione del lavoro e della cultura organizzativa[1], intesa come modalità condivisa di condurre l’attività della cooperativa.

Come risultato di questo lavoro è stata messa a fuoco in maniera condivisa dai partecipanti al corso l’esigenza di procedere ad un lavoro di riscrittura partecipata delle modalità di funzionamento della cooperativa a livello dei propri assetti gerarchici interni, di comunicazione tra operatori, coordinamento dei servizi ed utenti e loro familiari, in un’ottica di sviluppo del valore percepito del prodotto del proprio lavoro, sia internamente – in termini di soddisfazione lavorativa ed identità professionale – sia esternamente – in termini di qualità percepita del servizio da parte di utenti e loro familiari e di immagine sociale dell’operatore sociale.

La Direzione della cooperativa sociale ha accolto positivamente i risultati di questo lavoro e si è quindi proceduto a progettare una seconda fase di intervento organizzativo da realizzarsi attraverso un lavoro in gruppo allargato con operatori, coordinatrici e direzione, volto a ricostruire in maniera partecipata il senso del proprio operare insieme in funzione di un obiettivo comune orientato allo sviluppo del benessere e della qualità della vita dei propri assistiti. [2]

 

Riferimenti Bibliografici

Schein, E. (2000). Culture d’impresa. Come affrontare con successo le transizioni e i cambiamenti organizzativi, Raffaello Cortina Editore, Milano

Carli, R. e Paniccia R. M. (1981). Psicosociologia delle organizzazioni e delle istituzioni, Il Mulino, Bologna

Carli, R. e Paniccia R. M. (1999). Psicologia della formazione, Il Mulino, Bologna

 

Note

[1] Con riferimento ai modelli della cultura organizzativa di Edgar Schein (2000) e Renzo Carli (Carli e Paniccia 1981, 1999)

[2] In questa sezione del portale marraiafura vengono riportate alcune definizioni del concetto di progettazione partecipata

[1] “L’analisi SWOT (conosciuta anche come matrice SWOT) è uno strumento di pianificazione strategica usato per valutare i punti di forza (Strengths), i punti di debolezza (Weaknesses), le opportunità (Opportunities) e le minacce (Threats) di un progetto o in un’impresa o in ogni altra situazione in cui un’organizzazione o un individuo debba svolgere una decisione per il raggiungimento di un obiettivo. L’analisi può riguardare l’ambiente interno (analizzando punti di forza e debolezza) o esterno di un’organizzazione (analizzando minacce ed opportunità) “ (https://it.wikipedia.org/wiki/Analisi_SWOT)

 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...