3. ANZIANI

3.1 ASSISTENZA DOMICILIARE PER ANZIANI

Attivazione del servizio

Il servizio può essere attivato in due modi:

  1. l’anziano o un suo familiare si recano al Servizio Sociale per fare domanda di assistenza domiciliare
  2. l’Ospedale in cui era ricoverato o il CAD, centro assistenza domiciliare della Asl, o i vicini informano i Servizi sociali di una situazione grave di un anziano (ad esempio, solo e allettato)

A seconda della situazione contestuale del Servizio Sociale, l’assistente sociale si occuperà di tutte le fasi dell’erogazione del servizio in prima persona oppure ci sarà un’integrazione tra l’attività di più figure. Questo dipende dal numero di operatori sociali a disposizione (assistenti sociali, psicologi, addetti amministrativi, volontari in servizio civile e collaboratori per borse lavoro), e dalle caratteristiche del Comune, per numero di abitanti e tipologia di utenza.

Accoglienza della domanda dell’utenza

Il Servizio Sociale (assistente sociale, psicologo o altro operatore che si occupa della prima accoglienza) valuta la domanda dell’utenza e nel caso si ritenga che ci siano i presupposti (stato di salute, contesto sociale e reddito) consegna all’utente i moduli da compilare per la richiesta (nel caso in cui ci sia richiesta una consulenza nella compilazione degli stessi e siano presenti le risorse, in termini di operatori e tempo da parte del Servizio Sociale, l’assistente sociale o altro operatore supporta l’utente in tal senso). Nel caso b, previo il Servizio Sociale contatta l’utente o un suo familiare (invitati a colloquio presso l’Ufficio del Servizio Sociale, o incontrati attraverso una visita domiciliare a casa dell’utente)

Verifica dei requisiti socio-sanitari ed economici

Una volta che l’utente ha consegnato il modulo di richiesta con i relativi allegati, ben compilati, il Servizio Sociale procede alla verifica dei requisiti socio-sanitario ed economici (per verificare se deve partecipare al pagamento del servizio; per la L. 104, in caso di disabilità grave c’è l’esonero dal pagamento indipendentemente dal reddito) per l’erogazione del servizio

  • l’assistente sociale (ma in alcuni casi anche lo psicologo, se presente, in condizioni di sovraccarico di lavoro del o degli assistenti sociali ) convoca la persona, o chi per lui (di solito figli o nuora) per un colloquio sulla situazione
  • l’assistente sociale fa una visita domiciliare per accertare la situazione alloggiativa (tipo di alloggio, condizioni igieniche, presenza di beni indicatori del tenore di vita,)
  • l’assistente sociale preso in carica l’utente, compila una cartella sociale, con una scheda dettagliata sul caso, che aggiornerà nel tempo, attraverso la quale seguire l’evolvere della situazione e raccogliere appunti per le comunicazioni con gli altri attori coinvolti nel Servizio (Servizi Specialistici Asl e Struttura erogante il Servizio)

Ricerca della struttura che svolgerà il servizio materialmente

I Servizi Sociali (di solito se ne occupa la parte amministrativa, oppure l’assistente sociale, nei casi di cui sopra, in cui da solo tutta l’attività del servizio sociale) si occupano del reperimento della Struttura idonea ad erogare il Servizio (Struttura Comunale o del Terzo Settore nel territorio di competenza). Scelta la struttura, l’assistente sociale fa una visita domiciliare all’utente con il responsabile della stessa per facilitarne il contatto.

Organizzazione del servizio

Insieme alla struttura e attraverso una concertazione con l’utente, il Servizio Sociale (assistente sociale e/o psicologo) decide quante ore di assistenza fornire (i giorni e l’orario), in base alle esigenze dell’utente (secondo due criteri: la gravità del suo stato di salute ed il tipo di rete familiare dell’utente, ad esempio se c’è una  badante o meno) ed al budget del Comune. Non c’è un minimo e massimo di ore (si può oscillare tra un minimo di 2 ore settimanali ad un massimo anche di 30 ore settimanali, a seconda della gravità della situazione e delle risorse disponibili), ma in pratica si cerca offrire il servizio a quanti più utenti possibile e con priorità ai più gravi, distribuendo le ore in base alle risorse economiche e di operatori.

Criteri per assegnazione numero di ore di assistenza:

  • rete sociale dell’anziano (verifica presenza di persone nella sua famiglia o nella sua rete di rapporti sociali, che possono assisterlo, o se si trova in una condizione di solitudine)
  • autosufficienza della persona
  • livello economico (reddito e patrimonio del nucleo familiare), verificato attraverso l’ISEE (Indicatore situazione economica equivalente)
  • grado di invalidità (se presente)
  • risorse economiche e strutturali del Servizio Sociale (budget del Comune, operatori sociali e strutture sociali)
  • graduatoria
  • urgenza

Per la legge 162, le persone non autosufficienti godono di un finanziamento a parte.

Il servizio è poi gestito attraverso gli operatori della struttura (es. una cooperativa).

Deciso il numero di ore, l’assistente sociale (o amministrativo del Servizio Sociale) manda una comunicazione scritta alla Struttura che gestirà il servizio, con il numero di ore per quell’utente e quindi inizia materialmente l’erogazione del servizio attraverso le visite periodiche dell’operatore socio-assistenziale all’utente.

Gestione amministrativa dell’attivazione del servizio

L’amministrativa del Servizio Sociale, o l’assistente sociale (nei casi di cui sopra, in cui segue tutte le attività del Servizio Sociale), segue la gestione amministrativa del servizio.

Monitoraggio del servizio

Durante l’erogazione del servizio, l’assistente sociale dovrebbe fare degli incontri periodici con l’utente e/o i suoi familiari (o altra persona di riferimento), per valutare il suo grado di soddisfazione ed in tal modo verificare la qualità del servizio erogato dalla struttura esterna, attraverso delle visite domiciliari (anche per verificare il grado di sintonia dell’utente con l’assistente domiciliare ed eventualmente intervenire al riguardo)

In alcuni casi (scarse risorse del servizio sociale in termini di operatori: assistenti sociale, psicologi etc.) il monitoraggio della situazione viene svolto attraverso l’assistente domiciliare. Questa situazione risulta problematica, lasciando ampio margine all’autonomia della Struttura, senza un’effettiva verifica dell’attività da questa svolta, né del grado di soddisfazione dell’utente e/o dei suoi familiari e della reciproca sintonia.

3.2 INSERIMENTO IN STRUTTURE RESIDENZIALI PER ANZIANI AUTOSUFFICIENTI O PARZIALMENTE NON AUTOSUFFICIENTI

Attivazione del servizio

Il servizio può essere attivato in due modi:

  1. l’anziano o un suo familiare si recano al Servizio Sociale per fare domanda di inserimento in una strutture residenziale per anziani autosufficienti o parzialmente non autosufficienti, o più semplicemente per richiedere qualche tipo di sostegno
  2. I Servizi Sociali (assistente sociale o psicologo) che eventualmente già seguono l’anziano o la sua famiglia per altro tipo di servizio

Accoglienza della domanda dell’utenza

Il Servizio Sociale (assistente sociale, psicologo o altro operatore che si occupa della prima accoglienza) fa una prima valutazione della domanda dell’utenza e consegna i moduli da compilare per la richiesta (nel caso in cui ci sia richiesta una consulenza nella compilazione degli stessi e siano presenti le risorse, in termini di operatori e tempo da parte del Servizio Sociale, l’assistente sociale o altro operatore supporta l’utente in tal senso). Nel caso b, il Servizio Sociale contatta l’utente o un suo familiare (invitati a colloquio presso l’Ufficio del Servizio Sociale, e/o incontrati attraverso una visita domiciliare presso l’utente)

Verifica dei requisiti socio-sanitari ed economici

Una volta che l’utente ha consegnato il modulo di richiesta con i relativi allegati compilati, il Servizio Sociale procede alla verifica dei requisiti socio-sanitario ed economici (per valutare il grado di partecipazione dell’utente al pagamento del servizio) ed in base a questi viene stilata una graduatoria dei richiedenti.

Ricerca della struttura

I Servizi Sociali (di solito se ne occupa la parte amministrativa, oppure l’assistente sociale, nei casi di cui sopra, in cui da solo tutta l’attività del servizio sociale) si occupano del reperimento della Struttura idonea ad erogare il Servizio (Struttura Comunale o del Terzo Settore nel territorio di competenza).

Organizzazione del servizio (estratto dal Piano Socio-assistenziale della Regione Lazio 2002-2004)

Le strutture residenziali per anziani autosufficienti o parzialmente non autosufficienti sono organizzate secondo le seguenti caratteristiche:

Finalità:

offrire una risposta residenziale adeguata ad anziani autosufficienti e parzialmente non autosufficienti che richiedono garanzie di protezione nell’arco della giornata e servizi di tipo comunitario e collettivo.

Prestazioni/interventi erogati:

  • Servizi alloggiativi in ambienti idonei dal punto di vista strutturale (accessibilità, assenza di barriere architettoniche, sicurezza, tecnologie innovative) e dell’organizzazione dello spazio personale
  • Servizi collettivi che favoriscano la socializzazione
  • Servizi generali (ristorazione, lavanderia, pedicure, parrucchiere, etc.) anche su richiesta
  • Guida nei rapporti con il medico di base
  • Igiene della persona

Gestione amministrativa dell’attivazione del servizio

La parte amministrativa del Servizio Sociale, o l’assistente sociale (nei casi di cui sopra, in cui segue tutte le attività del Servizio Sociale), segue la gestione amministrativa del servizio.

Monitoraggio del servizio

Durante il soggiorno dell’anziano presso la struttura, l’assistente sociale dovrebbe fare degli incontri periodici con l’utente e/o i suoi familiari (o altra persona di riferimento), per valutare il suo grado di soddisfazione ed in tal modo verificare la qualità del servizio erogato dalla struttura.

3.3 INSERIMENTO IN RSA

Attivazione del servizio.

Il servizio può essere attivato in diversi modi:

  1. su richiesta da persona stessa o dalla famiglia
  2. su segnalazione dell’Ospedale Di solito l’utente che va in RSA ha già un problema di salute grave, già in ospedale, si aggrava la situazione
  3. su segnalazione del CAD dell’Azienda Asl

Valutazione della situazione dell’anziano

La valutazione per l’inserimento in RSA, viene effettuata dal CAD (Centro Assistenza Domiciliare) della Asl, in base allo stato di salute dell’anziano.

I Servizi hanno una funzione di gestione complessiva del Servizio, soprattutto a livello amministrativo, in particolare per quanto riguarda il grado di partecipazione economica dell’utente o della sua famiglia al pagamento del Servizio.

Compilazione della domanda

L’anziano o chi ne cura gli interessi fa domanda al Comune (corredata da dichiarazione sulla situazione economica reddituale e patrimoniale, riferita al nucleo familiare di cui l’anziano fa parte), richiedendo la partecipazione economica del Comune al pagamento delle rette di soggiorno.

Nella domanda, indicante la retta da pagare, può essere chiesta la conservazione di una quota del proprio reddito pari al 25% del trattamento minimo di pensione per invalidità, la vecchiaia ed i superstiti dei lavoratori dipendenti

Il servizio sociale competente istruirà una pratica, calcolando la quota della retta di ricovero che può essere pagata dall’anziano sia direttamente con il proprio reddito, che a mezzo di eventuali beni immobili e mobili posseduti.

Ove possibile saranno convocati i parenti tenuti agli alimenti, prima di determinare l’ammontare del contributo comunale. I parenti tenuti agli alimenti partecipano alla copertura della retta di ricovero, non potuta pagare dall’anziano, nella misura del 50 % della quota della propria situazione economica eccedente il doppio del “minimo vitale”

Per minimo vitale si intende il livello minimo di reddito necessario per condurre una vita personale e sociale con dignità e decoro in ordine particolarmente all’alimentazione, all’abbigliamento, all’igiene, alla sanità e alla vita di relazione. (da € 0 a € 4.000)

Verifica dei requisiti richiesti per la partecipazione economica del Comune al pagamento della retta

Rispetto a questo punto possono nascere problemi con l’utenza, rispetto a richieste di contribuzione da parte del Comune per il pagamento del Servizio, superiori alle reali necessità. Possono cioè presentare una dichiarazione dei redditi e dei patrimoni (ISEE), non rispondente alla propria reale situazione economica (riducendone i valori attraverso giri di intestazione, o attraverso attività professionali non dichiarate). Quindi, come per tutte le altre situazioni di richiesta economica dell’utenza, i Servizi Sociali si devono occupare di  valutare la reale situazione economica dell’utente e della sua famiglia, secondo le modalità già viste nella procedura per la richiesta di interventi economici straordinari.

L’assistente sociale procede quindi ad un’indagine sulla persona e la sua famiglia a livello socio-economico ed invia una relazione alla Giunta Comunale, in cui indica la quota di partecipazione economica alle spese dell’utente e del Comune.

Ricerca della struttura

Il Servizio Sociale supporta la famiglia nel cercare la struttura

Inserimento in struttura dell’utente

Con un’apposita delibera della Giunta Comunale vengono definite le quote di partecipazione del Comune e dell’utente alle spese di soggiorno e assistenza in RSA.

Il Responsabile dei Servizi Sociali (a cui sono demandati gli atti della Delibera di Giunta) procede alla Determina, per l’inserimento in RSA, tenuto conto della valutazione dell’assistente sociale.

Quindi si dà comunicazione alla famiglia, alla persona, alla Struttura e al CAd.

Organizzazione del servizio

L’RSA è una struttura assistenziale socio sanitaria per il ricovero delle persone anziane nel caso in cui, a causa di un deterioramento delle condizioni generali, non possano più essere assistiti nel proprio domicilio. Si tratta essenzialmente di una struttura sanitaria, per cui la gestione ed il monitoraggio dell’attività di assistenza è svolta dal CAD (che informa periodicamente i Servizi Sociali).

Gestione amministrativa del Servizio

La parte amministrativa del Servizio Sociale, o l’assistente sociale (nei casi di cui sopra, in cui segue tutte le attività del Servizio Sociale), segue la gestione amministrativa del servizio (convenzioni, pagamenti delle spese di alloggio e fatturazione Regionale e Distrettuale)

Attività di monitoraggio

L’attività di monitoraggio è svolta essenzialmente dal CAD della Asl, che periodicamente informa i Servizi Sociale, che a loro volta possono procedere a delle visite nella struttura ospitante l’anziano.

3.4 INSERIMENTO IN STRUTTURE SEMI-RESIDENZIALI AUTONOME O ORGANIZZATE PRESSO STRUTTURE RESIDENZIALI, PER ANZIANI

Attivazione del servizio

Il servizio può essere attivato in diversi modi:

  1. l’anziano o un suo familiare si recano al Servizio Sociale per fare domanda di inserimento in una strutture semi-residenziale, o più semplicemente per richiedere qualche tipo di sostegno
  2. I Servizi Sociali (assistente sociale o psicologo) che eventualmente già seguono l’anziano o la sua famiglia per altro tipo di servizio e gli propongono questo tipo di servizio
  3. Su segnalazione del servizio geriatrico della Asl che ha in cura l’anziano (in caso di Alzheimer)

Accoglienza della domanda dell’utenza

Il Servizio Sociale (assistente sociale, psicologo o altro operatore che si occupa della prima accoglienza) fa una prima valutazione della domanda dell’utenza e consegna i moduli da compilare per la richiesta (nel caso in cui ci sia richiesta una consulenza nella compilazione degli stessi e siano presenti le risorse, in termini di operatori e tempo da parte del Servizio Sociale, l’assistente sociale o altro operatore supporta l’utente in tal senso). Nel caso b e c, il Servizio Sociale contatta l’utente o un suo familiare (invitati a colloquio presso l’Ufficio del Servizio Sociale, e/o incontrati attraverso una visita domiciliare presso l’utente)

Verifica dei requisiti socio-sanitari ed economici

Una volta che l’utente ha consegnato il modulo di richiesta compilato con i relativi allegati, il Servizio Sociale procede alla verifica dei requisiti socio-sanitario (per la valutazione dello stato di salute dell’anziano ed eventuale diagnosi di demenza e capacità a deambulare richiesti per l’inserimento in Centri diurni integrati Alzehimer) ed economici (per valutare il grado di partecipazione dell’utente al pagamento del servizio). In base a tali valutazioni viene stilata una graduatoria dei richiedenti e vengono assegnati i posti.

Ricerca della struttura

I Servizi Sociali (di solito se ne occupa la parte amministrativa, oppure l’assistente sociale, nei casi di cui sopra, in cui da solo tutta l’attività del servizio sociale) si occupano del reperimento della Struttura idonea ad erogare il Servizio (Struttura Comunale o del Terzo Settore nel territorio di competenza).

Organizzazione del servizio (estratto dal Piano Socio-assistenziale della Regione Lazio 2002-2004)

Finalità del Servizio:

Garantire, unitamente ai servizi domiciliari, la permanenza al proprio domicilio di anziani parzialmente non autosufficienti, offrendo accoglienza diurna e assistenza sanitaria e sociale all’anziano e sostegno e supporto alla famiglia. In particolare per le persone affette da Alzheimer, migliorare la qualità della vita e monitorare l’evoluzione della malattia e l’efficacia delle cure.

Prestazioni/interventi erogati:

  • Servizio di assistenza alla persona
  • Ristorazione con pasti anche dietetici
  • Attività aggregative, ricreative e culturali
  • Servizio infermieristico
  • Riattivazione / ginnastica dolce
  • Trasporto dal ed al domicilio degli utenti
  • Inoltre, nei Centri Integrati Alzheimer
  • Contenimento del deficit cognitivo
  • Stimolazione sociale e relazionale
  • Mantenimento delle abilità funzionali e motorie
  • Contenimento dei sintomi affettivi e comportamentali
  • Guida nei rapporti con il medico di base
  • Igiene della persona

Prestazioni e interventi integrati:

  • Consulenza dietetica-alimentare
  • Assistenza infermieristica
  • Assistenza medico-generica di base programmata
  • Assistenza medico-specialistica
  • Assistenza riabilitativa (fisioterapia, logopedia)

Gestione amministrativa dell’attivazione del servizio

La parte amministrativa del Servizio Sociale, o l’assistente sociale (nei casi di cui sopra, in cui segue tutte le attività del Servizio Sociale), segue la gestione amministrativa del servizio.

Monitoraggio del servizio

Durante il soggiorno dell’anziano presso la struttura, l’assistente sociale dovrebbe fare degli incontri periodici con l’utente e/o i suoi familiari (o altra persona di riferimento) e nel caso di centri diurni integrati Alzehimer, il reparto geriatrico della Asl dovrebbe fare dei controlli periodici sullo stato di salute dell’anziano, in modo da valutare il servizio erogato dalla struttura.

3.5 BORSE LAVORO

Attivazione del servizio.

Il servizio può essere attivato in due modi:

  1. Un utente fa una richiesta specifica di orientamento rispetto alla ricerca di lavoro
  2. L’assistente sociale propone questo intervento in base alla valutazione di una particolare situazione di disagio dell’utente (es: anziano con esigenze di supporto economico e di partecipazione attiva, dotato di piena autonomia e capacità di lavoro)

Erogazione del servizio

Borse lavoro per anziani (con collocamento presso Enti e strutture con cui i Servizi Sociali sono in Rete, come Asl, Cooperative sociali). l’assegnazione avviene trami partecipazione ad un Bando Pubblico, con relativa graduatoria, in base alle condizioni socio-economiche dei partecipanti. Il Servizio si basa su finanziamenti di tipo Regionale. Il Servizio Sociale fornisce informazioni sull’uscita dei Bandi e offre consulenza per la compilazione delle domande di partecipazione.

Gli assistenti sociali (o gli altri operatori sociali dei Servizi Sociali, si occupano di pubblicizzarli e raccogliere le domande dell’utenze) e gestiscono i rapporti con gli Enti e le strutture che potrebbero inserire delle persone (quasi sempre si tratta di persone che erano già seguite dai Servizi Sociali)